martedì 29 settembre 2009

Una nuova creatura misteriosa in cucina...





Domenica scorsa la dolce metà mi ha portata alla fiera dell'elettronica a Gonzaga, deliziosa località misconosciuta dove ancora vige la regola del "a pranzo si chiude tutto", in virtù della quale abbiamo girato a vuoto per mezz'ora prima di trovare un posto dove mangiare a pranzo. Devo dire che non ci è andata male, un ristorante pizzeria dove le porzioni erano veramente notevoli. Tra i tanti stands della fiera, che vendevano cose del quale ignoro buona parte del significato e delle funzioni, ne abbiamo trovato uno che vendeva, udite udite, elettrodomestici da cucina. Forni a microonde, fornetti elettrici, girarrosto, frullatori... e lei, la macchina del pane.
Etichettata da molti come "inutile", questo cubo di plastica e materiale antiaderente trova un forte sostegno nella mia coinquilina, quella brava a cucinare. Ammetto che anche io, riflettendo sull'argomento (embè? Capita anche a me di riflettere, non si può? E ognuno riflette su quello che gli pare, oh!) l'ho sempre liquidata tra i "non indispensabili". Effettivamente, non lo è affatto. Ma la frenesia del "costa pochissimo!" ha colpito anche me (non che qualcuno avesse dubbi...). Del resto, il microonde ce l'ho già, il frullatore anche... magari il girarrosto sarebbe stato un acquisto curioso, ma la macchina del pane era più convincente. Giuro che lei sembrava contenta di essere acquistata, mentre il girarrosto era evidentemente più restio ad abbandonare lo scaffale.
Ovviamente la dolce metà and friends cercano di smontare il mio entusiasmo "è l'elettrodomestico che statisticamente viene usato di meno" "adesso vediamo che ci fai" blablabla.
Tze, piuttosto che dargliela vinta, adesso lì dentro ci scaldo anche l'acqua per il tea.
Ieri ho fatto la prima pagnottella di prova -che va buttata- e poi ho provato un'estemporanea rivistazione della ricetta per il programma di cottura 3 :D
Non vi nascondo che, nella preparazione della pagnottella di prova, ho già mostrato grande affinità con il mezzo: ho sbagliato ad impostare il programma, così che la macchina, invece di impastare, levitare ecc, ha capito che io avessi messo dentro un impasto già pronto e aveva cominciato a cuocerlo. Incovenienti che capitano a chiunque. Basta sbagliare il programma "base 1" con il "bake". La mia faccia, riflessa sull'oblò dello sportellino, mentre aspettavo inutilmente che cominciasse ad impastare, doveva avere del poetico. Cominciava già ad esserci odore di farina tostata, quando mi sono resa conto del piccolo errore. Ovvio no? Anche nella macchina del pane deve esserci qualche rapprensentante del piccolo popolo che si diverte alle mie spalle.
Presa dalla smania del "adesso faccio il pane e vi stupisco tutti", leggo una delle ricette a prova di imbecille e mi improvviso fornaio: 250ml di acqua, due cucchiai di olio, un cucchiaino di sale, due di zucchero, 3 "cups" di farina (saranno circa 350 gr) due bustine di lievito, di mia sponte aggiungo una noce di burro e circa 50 grammi di pecorino sardo, perchè io non posso evitare di complicarmi la vita. Seleziono il programma 3 per pane francese, indecisa sul colore della crosta scelgo "dark" e via. La macchina impasta. Emozione. Acc. troppo secco l'impasto, rimane la farina e non fa la palla. Apro e ci butto dentro un paio di cucchiai di olio. Porc. Troppo liquido. Un altro cucchiaio di farina e passa la paura. Si forma la palla! La consistenza è finalmente giusta. 3 ore e 50 minuti dopo, sforno la mia prima pagnotta. So' soddisfazioni ;)

0 commenti:

Posta un commento