martedì 6 ottobre 2009

Zafferano... la magica polverina che rende il mondo giallo e profumato

Lo zafferano, crocus sativus: come facilmente edotto dal nome, è un croco che, in fioritura, appare anche estremamente gradevole; un perigonio di 6 petali dall'intenso colore violetto.
Eppure, lo zafferano lo conosciamo tutti per il colore giallo vivo con il quali impreziosce i nostri piatti, grazie anche all'odore ed al sapore inconfondibile. La spezia prodotta dal Crocus sativus contiene infatti circa 150 sostanze aromatiche volatili. E' uno degli alimenti in assoluto più ricchi di carotenoidi (il colore della polvere, se ci fate caso, è arancio) .Il colore giallo-oro, che la spezia conferisce alle pietanze, è dovuto alla presenza dell'α crocina, un composto esterificato della crocetina, un beta- carotene, e di uno zucchero, da cui l'essere sia idro che oligosolubile. Contiene inoltre Vitamine A, B1 e B2. E' una pianta nota già nell'antichità per le proprietà officinali, ricca di carotenoidi, protegge dall'azione dei radicali libero; risulta tuttavia tossica se assunta in dosi eccessive.

Io adoro lo zafferano; mi fa pensare alla paella e alle vacanze in Spagna da piccola; ai mercatini di spezie ed i loro mille colori e profumi; al risotto alla milanese, che si mangia sempre volentieri... e tanto altro. Altro che le madeleines di Proust, a me un ricordo organolettico mi spalanca davanti canyon di immagini collegate tra loro come solo la mia mente contorta e perversa può fare... altrimenti qualcuno mi spieghi come mi sono ritrovata a pensare, dallo zafferano, al negozio Burberry di Londra. Vi garantisco che lì dentro non ne ho trovato. Comunque... oggi mi sentivo in vena di "uso la macchina del pane e gli faccio vedere io che non è inutile"; spulcio un po' di ricette in giro, medito su cosa aggiungere, togliere, smezzare e parto. Insomma, credendo che stasera avrei avuto una cavia di tutto rispetto, mi sono tolta dalla testa l'idea del pane alle cipolle e con tutti i vari semini (papavero, sesamo, lino) perchè "a lui non piacciono"; mi trovo costretta ad abbandonare l'ipotesi dei semi di girasole perchè "non pervenuti" (dov'è il progresso, se non riesco a trovare dei semi di girasole in un supermercato bolognese qualsiasi?) e provo con lo zafferano, in tutta la sua ricchissima, sfavillante semplicità.


Mentre Puli quasi piange su msn a sentire la mia teoria del "le dosi le faccio di testa mia, al massimo non viene fuori... o esplode tutto" mi metto all'opera.

Sciolgo 3 bustine di zafferano in 140 ml di acqua tiepida, la verso nella macchina del pane, aggiungo circa 120 ml di latte ed un cucchiaio di olio extravergine di oliva, circa 400 gr di farina, 1/2 di classica 00, 1/2 di manitoba, un cucchiaino di sale. Sopra la farina, in una conchetta, metto il lievito in polvere (una bustina) di modo che non vada a contatto diretto con gli altri ingredienti, ed in un'altra conchetta un cucchiaino di zucchero. Scelgo il programma per pane francese, a crosta scura.


E si, la forma del pane fatto con la macchina è sempre quella. Un cubo... che speravo oltretutto venisse più "bitorzoluto", più espressivo... insomma, lo potete vedere. Non gli si darebbero 10 cents.









Ma poi l'ho tagliato. Una mollica morbidissima, giallo vivo, carico, profumatissima. Mangiato caldo è irresistibile; la pagnotta ha rischiato di sparire entro sera. E' bastato un trito di pomodorini, con un filo d'olio d'oliva, un pizzico di sale e una spolverata di origano per avere una cena gustosa, semplice, buona davvero.

2 commenti:

  1. Pulyspammer all'attacco :D
    Kiri da me i semi di girasole li vendono nei negozi di mancimi...forse ,ma non ne sono nemmeno sicura ,anche in un negozio che vende farine e altro.
    un baciottolo ...

    RispondiElimina
  2. E' strano, a casa mia nelle Marche li trovo ovunque, qui no... boh! Ho una mezza idea di un supermarket dove potrebbero venderli ma è un po' lontano, appena riesco ci passo... altrimenti compro il mangime per pappagalli e separo i vari semini :D

    RispondiElimina