lunedì 9 novembre 2009

Pan d'épices


Ne avevo tanta, tanta voglia. Ed un bisogno disperato di sentire l'odore del miele che si scaldava, per poi andarsi a mescolare con quello meraviglioso della cannella, lo speziato fresco dello zenzero, l'intrigante noce moscata. Sabato mattina ero proprio giù di corda, e avevo bisogno di una coccola che sapesse di antico, che portasse la mia mente malata a viaggiare tra antichi speziali, cambuse di vascelli verso le indie, Natali mai vissuti in epoche lontane... ecco, avevo bisogno davvero di questo dolce particolare che ha curato un pochino, come una fiaba, il mio animo.
La ricetta l'ho presa da Kucinare http://www.kucinare.it/user/ricetta.aspx?idricetta=484, l'ho preferita alle tante altre perchè io non avevo arance a disposizione, tantomeno in aroma o marmellata, come riportato da altre ricette.
Ho tolto il chiodo di garofano, visto che non avevo neanche quello, ed ho aggiunto una spruzzata di pepe. Ho totalmente dimenticato di mettere il cucchiaino di sale... ops.
Ho usato 250gr di farina di misto segale delle "farine magiche" (segale normale non l'ho trovata);
125gr di miele millefiori;
100 gr di zucchero bianco;
200 ml di latte;
2 cucchiaini abbondanti di cannella;
1 cucchiaino di zenzero;
1 spruzzata di pepe;
1 cucchiaino di noce moscata;
1/2 bustina di lievito per dolci.

In una ciotola ho mescolato la farina allo zucchero, con le spezie. In un pentolino ho fatto sciogliere il miele con il latte (niente bagnomaria, ed è andato benissimo). Ho unito il tutto fino a rendere il composto morbido ed omogeneo, quindi ho unito il lievito, lavorato ancora e messo il tutto nel mio nuovo stampone da plumcake in silicone, dopo averlo ben imburrato (prima cottura...).
E qui arriva il bello: ovviamente il mio forno delle disgrazie, nonostante fosse stato debitamente riscaldato, non riesce a reggere i 180°, quindi dopo i canonici 30 minuti, risultandomi un impasto ancora talmente crudo da essere liquido, ho dovuto alzarlo fino a 220° ed aspettare fiduciosa di fianco al tavolo, armata di spiedino.
Quando finalmente l'ho potuto dichiarare cotto, il fondo si era -ovviamente- un po' troppo annerito ed indurito, rispetto al resto... ma devo dire che non è certo da buttare.
Mi riservo di provare la ricetta con l'aroma di arancia quanto prima.

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