Si, le immagini parlano da sole; la "mia" Londra, quella dove tutto torna ad essere possibile, sempre e comunque, ed io riesco a dimenticare buona parte delle brutture degli ultimi anni. La città dove i miei sogni hanno colori più vivi e brillanti, la città dove sento il sole nel cuore anche quando piove. Anche nella mia città magica, la vita resta sempre una dura, seppur bellissima, prova continua; eppure lì, tra una sinuosità del Thames e lo sguardo serio ed ammiccante di un edificio come il Liberty, le cose sembrano sempre poter andare meglio. Una città che sembra un monito, un consiglio per chi, durante il suo percorso, si trova a dover cambiare: tutte le aggiunte architettoniche, gli stili tanto diversi che si sono mescolati agli intoccabili, inconfondibili edifici del passato, sono andati ad arricchire senza denaturare il profilo di quella che è, e sempre resterà, una metropoli in grado di rapire ed incantare dai primi istanti. Mi manca il sapore dei dolci al Freego, la cortesia dei cittadini e dei commercianti, le decorazioni natalizie che ti avvolgono e ti costringono a sentire il Natale, il caos ordinato di Oxford, Regent, Bond Streets, il caviar bar di Harrods, il legno profumato del Liberty, i taxi neri e bombati che sfrecciano tra gli autobus rossi, entrare correndo da Habitat per ripararsi dalla pioggia, i Musical ed i teatri storici, i piccoli parchi nascosti ovunque, i mercatini meno famosi e così preziosi... goodbye, see you soon.
mercoledì 2 dicembre 2009
Missing something....
Si, le immagini parlano da sole; la "mia" Londra, quella dove tutto torna ad essere possibile, sempre e comunque, ed io riesco a dimenticare buona parte delle brutture degli ultimi anni. La città dove i miei sogni hanno colori più vivi e brillanti, la città dove sento il sole nel cuore anche quando piove. Anche nella mia città magica, la vita resta sempre una dura, seppur bellissima, prova continua; eppure lì, tra una sinuosità del Thames e lo sguardo serio ed ammiccante di un edificio come il Liberty, le cose sembrano sempre poter andare meglio. Una città che sembra un monito, un consiglio per chi, durante il suo percorso, si trova a dover cambiare: tutte le aggiunte architettoniche, gli stili tanto diversi che si sono mescolati agli intoccabili, inconfondibili edifici del passato, sono andati ad arricchire senza denaturare il profilo di quella che è, e sempre resterà, una metropoli in grado di rapire ed incantare dai primi istanti. Mi manca il sapore dei dolci al Freego, la cortesia dei cittadini e dei commercianti, le decorazioni natalizie che ti avvolgono e ti costringono a sentire il Natale, il caos ordinato di Oxford, Regent, Bond Streets, il caviar bar di Harrods, il legno profumato del Liberty, i taxi neri e bombati che sfrecciano tra gli autobus rossi, entrare correndo da Habitat per ripararsi dalla pioggia, i Musical ed i teatri storici, i piccoli parchi nascosti ovunque, i mercatini meno famosi e così preziosi... goodbye, see you soon.
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